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	<title>Consumi Online</title>
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	<description>le tendenze a portata di clik</description>
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		<title>Libreria</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 19:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eco-libero]]></category>
		<category><![CDATA[Economia domestica]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è affatto semplice tenere in ordine una libreria, soprattutto se, oltre ad essere amanti della lettura, si svolge una professione che inevitabilmente comporti l&#8217;essere a stretto contatto con i libri (insegnante, ricercatore, etc). Il rischio che si crei una situazione di caos è altissimo: si provocano veri e propri danni organizzativi se la libreria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è affatto semplice tenere in ordine una libreria, soprattutto se, oltre ad essere amanti della lettura, si svolge una professione che inevitabilmente comporti l&#8217;essere a stretto contatto con i libri (insegnante, ricercatore, etc). Il rischio che si crei una situazione di caos è altissimo: si provocano veri e propri danni organizzativi se la libreria è anche il luogo dove conservate fatture, documenti amministrativi della vostra casa, etc.</p>
<p>Questa guida si pone come utile supporto quando la situazione è ormai degenerata e il caos sembra essere sovrano. Si tratta di piccoli suggerimenti per ritrovare le cose, dare alla vostra libreria e alla stanza che la accoglie un aspetto gradevole e soprattutto per rendere la vostra libreria sempre più funzionale e pronta ad accogliere una nuova collezione di libri in espansione!</p>
<p>Come prima cosa, create l&#8217;ambiente e le condizioni necessarie per fare questa attività che vi porterà via, inevitabilmente, tempo, ma che vi darà, a lavoro concluso molta soddisfazione per i risultati che raggiungerete in termini di ordine, pulizia ed organizzazione degli spazi.<span id="more-168"></span></p>
<p>Approfittate quindi di un giorno in cui non siete al lavoro: un sabato mattina o un qualsiasi altro giorno in cui dedicarvi alla vostra casa deve diventare prioritario.</p>
<p>Preparatevi tutto ciò che vi può occorrere:</p>
<p>1. Panno per spolverare<br />
2. Spray antistatico<br />
3. Spray multiuso<br />
4. Pennello per la polvere<br />
5. Etichette<br />
6. Strofinacci e panni morbidi</p>
<p>Metettevi a vostro agio: indossate abiti comodi (anche per essere più agili nel caso doveste salire su ripiani molto alti della vostra libreria), diffondete nell&#8217;aria della buona musica o il gradevole profumo di una candela. Possibilmente usate delle fragranze energizzanti per darvi il giusto tono per affrontare le ore di lavoro che vi aspettano.</p>
<p>Prima fase: svuotare la libreria. Per prima cosa svuotare totalmente la libreria. Svuotare ripiani e cassetti. Appoggiare momentaneamente i libri e gli altri oggetti sulle sedie o in degli scatoloni. Attenzione a non rompere oggetti fragili di vetro o ceramica.</p>
<p>Seconda fase: Lavare. Lavare internamente e all&#8217;esterno la libreria. Utilizzare uno strofinaccio imbevuto di acqua e un po&#8217; di detersivo. Asciugare con un panno asciutto. Nutrire il legno dei mobili con uno spray antistatico alla cera di api. Effettuare se necessario piccoli ritocchi con olio restauratore laddove vi siano graffi. Se la libreria ha delle ante di vetro, pulire il vetro con una soluzione di acqua calda e detersivo oppure con un apposito spray multiuso e passare con foglio di giornale che non lascia aloni.</p>
<p>Terza fase: Decidere il metodo di classificazione dei libri. Come disporre i libri negli scaffali? In ordine alfabetico per autore? Per genere? Per editore? Per data di acquisto (man mano che si comprano si mettono negli scaffali)? Separati per lingua o insieme italiani e inglesi? In vista i più belli e nelle altre stanze quelli che sono piaciuti di meno? Il metodo di classificazione è estremamente soggettivo. Valgono poche regole generiche: qualunque sia il metodo prescelto, conviene sempre tenere divisi i libri di lettura dai libri professionali. Inoltre, i libri antichi e di manifattura artigianale dovrebbero essere conservati nelle ante di vetro per proteggerli dalla polvere.<br />
Quarta fase: classificazione dei libri. Una volta scelto come classificarli, prendete i libri uno ad uno ed applicate l&#8217;etichetta sul dorso. Prima spolverate il libro a fondo con un pennello. Effettuate piccoli lavori di manutenzione dei vostri libri per farli durare  a lungo e tramandarli alle future generazioni della vostra famiglia: incollate pagine strappate, ricucite rilegature rovinate, rimuovete le &#8220;orecchie&#8221; fatte per mantenere il segno. Oliate i cassetti e le cerniere. Sfogliate i libri ad uno ad uno per controllare che non vi siano state momentaneamente infilati dentro documenti importanti (es. ricevute di versamento, bigliettini da visita, etc).<br />
Quinta fase: riempimento della libreria. Riempite la libreria con i libri avendo cura di cominciare a riempire lo scaffale da destra verso sinistra. Per fermare i libri potete utilizzare degli appositi oggetti in ferro (che si vedono nelle biblioteche) o con oggetti decorativi solidi ma funzionali.<br />
Sesta fase: riempimento degli spazi. Qualora vi siano rimasti spazi liberi, decorate la vostra libreria con oggetti di vetro, ceramica, ricordi di viaggio, taccuini, etc, avendo cura di non posizionare gli oggetti fragili in maniera che possano rompersi quando si estrae un libro.<br />
Ultime fasi:<br />
Se avete oggetti &#8220;sparsi&#8221; (articoli di riviste, fogli mobili, etc) raccoglieteli in un classificatore per librerie. Ne esistono di molto belli, in pelle, a prezzi accessibili anche nei grandi magazzini. In alternativa potete raccoglierli in scatole riciclate, ma che conferiscono personalità alla libreria (scatole di biscotti, scatole di latta, etc).<br />
Se utilizzate la libreria anche per conservare i documenti della vostra casa (fatture, bollette, ricevute, etc) potete, anche qui, comprare degli appositi classificatori, oppure &#8220;riciclare&#8221; degli inusuali contenitori. Per esempio le scatole di latta del caffè in grani ben si prestano a conservare le ricevute arrotolate e mantenute da un elastico.<br />
&#8220;Nascondete&#8221; nella libreria dei sacchettini antitarme.<br />
Se avete intenzione di razionalizzare la libreria, regalate libri alla parrocchia o agli anziani del vostro quartiere, o ancora alla biblioteca comunale.</p>
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		<title>Pulizia del frigorifero</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 19:55:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consigli per le mamme]]></category>
		<category><![CDATA[Eco-libero]]></category>

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		<description><![CDATA[Il frigorifero è uno degli elettrodomestici più importanti della nostra casa. Serve a conservare i cibi e le bevande attraverso le basse temperature che ostacolano così la proliferazione dei batteri e la conseguente avaria dei cibi. La sua importanza è indubitabile poichè esso preserva l&#8217;integrità degli alimenti che assumiamo e quindi la nostra salute. Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il frigorifero è uno degli elettrodomestici più importanti della nostra casa. Serve a conservare i cibi e le bevande attraverso le basse temperature che ostacolano così la proliferazione dei batteri e la conseguente avaria dei cibi. La sua importanza è indubitabile poichè esso preserva l&#8217;integrità degli alimenti che assumiamo e quindi la nostra salute.<br />
Di norma un frigorifero, dal basso verso l&#8217;alto, è così articolato:<br />
1. cassetti per la frutta e verdura<br />
2. ripiani in vetro o in griglia di acciaio<br />
3. rastrelliere per le bottiglie.</p>
<p>La porta del frigorifero a sua volta contiene più ripiani per i prodotti più piccoli (uova, etc). A volte già al momento dell&#8217;acquisto, il frigorifero è dotato di contenitori portaformaggio e/o portaburro.<br />
<span id="more-166"></span></p>
<p>Come disporre gli alimenti nel frigo:<br />
Il freddo, al contrario del caldo,  tende sempre ad andare verso il basso: ciò significa che le zone  a minore temperatura sono i vani bassi collocati immediatamente sopra i cassetti di frutta e verdura.<br />
La disposizione degli alimenti dovrebbe essere eseguita nel seguente modo, per ottenere vantaggi ottimali in termini di conservazione e salubrità:<br />
•    Nelle griglie superiori riporre i cibi cotti ed i formaggi duri<br />
•    Sul ripiano immediatamente al di sopra dei cassetti della frutta e della verdura  riporre la carne, il pesce e i salumi (ovvero gli alimenti a più alta proliferazione batterica)<br />
•    Nei cassetti posti sul fondo riporre la frutta e gli ortaggi<br />
•    Nei ripiani della porta è possibile sistemare uova, burro, latticini.<br />
•    Sistemare nei ripiani intermedi  tutti gli altri alimenti (cubetti di dado per brodo, per es</p>
<p>Alcune regole per preservare la freschezza e l&#8217;integrità dei cibi:</p>
<p>•    utilizzare idonei recipienti.<br />
•    utilizzare pellicole protettive (alluminio e pellicola trasparente)<br />
•    non porre gli alimenti a contatto con la parete posteriore del frigo che è di norma ricoperta di brin<br />
•    non ammassare i cibi per favorire la circolazione dell&#8217;aria<br />
•    non conservare cibi contaminati (es. uova col guscio sporco).<br />
•    assicurare sempre la circolazione dell&#8217;aria interna del vano frigorifero non ammassando troppo i cibi al suo interno e non ricoprendo le griglie con carta o altro materiale.<br />
•    evitare di conservare  le carni cotte,  soprattutto se esse sono state manipolate in maniera eccessiva e contaminate da germi patogeni.<br />
•    evitare di introdurre cibi caldi ma attendere che siano a temperatura ambiente</p>
<p>Una costante, periodica e non superficiale pulizia del frigo assicura salubrità e freschezza dei cibi. La pulizia deve essere regolare (almeno una volta alla settimana) ed immediata in caso si sia rovesciato qualcosa o siano fuoriusciti dei liquidi.<br />
Una buona e sicura pulizia del frigorifero presuppone le seguenti fasi, dopo aver staccato la spina della corrente:</p>
<p>1. svuotare completamente il frigorifero. Riporre gli alimenti sul tavolo della cucina momentaneamente liberato e pulito.<br />
2. Lavare le pareti interne ed i ripiani fissi.<br />
3. Lavare con acqua calda e detersivo le parti estraibili (portauova, portaformaggio, cassetti, etc).</p>
<p>Seguendo le istruzioni del produttore, essi possono essere lavati anche in lavastoviglie.</p>
<p>4. Spolverare la serpentina sul retro dell&#8217;apparecchio.<br />
5. Pulire le guarnizioni.<br />
6. Riempire il frigorifero.</p>
<p>Le pareti interne e i ripiani fissi si puliscono utilizzando una spugnetta imbevuta di acqua calda e aceto: quest&#8217;ultimo è facilmente reperibile ed economico ed aiuta a  sgrassare, igienizzare e deodorare. Poi si sciacquano e si asciugano con un panno asciutto e pulito. In alternativa, oggi in commercio ci sono diversi prodotti spray per pulire il frigo, si trovano anche nei supermercati. Si tratta di prodotti a base di tensioattivi non ionici di origine vegetale combinati con solventi specifici per la rimozione di residui organici. Rimuovono unto, sporco e grasso e non intaccano  le superfici trattate. Assicurano effetto igienizzante, grazie al potere di alcuni componenti chimici: per questo  l&#8217;alternativa naturale è sempre preferibile.<br />
Come prevenire gli odori sgradevoli?<br />
- Utilizzare pellicole protettive.<br />
- Porre all&#8217;interno del frigorifero una ciotolina con polvere di bicarbonato.<br />
- Porre all&#8217;interno del frigorifero gli ovetti assorbiodori che si trovano in commercio.</p>
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		<title>Chi beve birra campa cent’anni?</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 12:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Eco-libero]]></category>

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		<description><![CDATA[Birra la Bionda per eccellenza !!! è questa l’idea che hanno gli italiani quando si parla di birra.. Oppure la birra con i Baffi… Un’amica che ti fa compagnia ad ogni ora del giorno e della notte e durate tutto il periodo dell’anno, indistintamente per donne e per uomo, per ragazzi o per anziani. Bionda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.consumionline.it/wp-content/uploads/2010/06/birra1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-163" title="birra1" src="http://www.consumionline.it/wp-content/uploads/2010/06/birra1.jpg" alt="" width="224" height="376" /></a><br />
Birra la Bionda per eccellenza !!! è questa l’idea che hanno gli italiani quando si parla di birra..<br />
Oppure la birra con i Baffi…<br />
Un’amica che ti fa compagnia ad ogni ora del giorno e della notte e durate tutto il periodo dell’anno, indistintamente per donne e per uomo, per ragazzi o per anziani.<br />
Bionda bruna.. basta che abbia la schiuma</p>
<p>Il consumo in Italia è cresciuto in questi anni, ed ha avuto secondo gli ultimi dati un ‘impennata durante gli ultimi 15 giorni e cioè durante i Mondiali.<br />
La birra è la nuova regina dei pasti fuori casa nel fine settimana e nei giorni festivi, dove è bevuta più del vino. Ormai il 42% degli italiani la sceglie al ristorante, a fronte di un 39% che preferisce la bevanda di bacco.</p>
<p>Più in generale, si riscontra l&#8217;affermazione di una vera e propria cultura di prodotto: sempre secondo la ricerca Makno, ad esempio, ben il il 56% la preferisce con la schiuma e il 54% sa versarla in modo corretto: prima lentamente, piegando il bicchiere, e poi più velocemente, per creare la giusta schiuma (2 dita). Ancora, tra le motivazioni che spingono gli italiani a bere la birra, sempre meno importante è il suo essere genericamente &#8220;dissetante&#8221;, mentre aumenta il ruolo giocato dal &#8220;gusto gradevole&#8221; (oltre il 50%). Al riguardo, lo stile preferito dagli italiani è sempre la classica Pils, e precede, nell&#8217;ordine, Lager, Ale, Weizen e Analcolica.</p>
<p>Il settore birrario italiano dà lavoro a circa 144.000 persone (indotto incluso) e si posiziona al nono posto tra i produttori europei.<br />
CARTA DI IDENTITA’ NUTRIZIONALE DELLA BIRRA</p>
<p>(100g alimento)<br />
Calorie………………………….37 ( birra chiara,le Calorie variano con il variare dei tipi di birra)<br />
Acqua………………………. 93 g<br />
Etanolo………………………. 3.4g (variabile in base alla classificazione delle birre)<br />
Carboidrati…………………… 3 g<br />
Grassi………………………….. 0<br />
Proteine………………………… 0.2g<br />
Potassio………………………… 175 mg<br />
Calcio……………………………5mg<br />
Fosforo…………………………. 140mg<br />
Magnesio………………………. 48 mg<br />
Silicio…………………………… 6mg<br />
Vitamina B2…………………….0.15 mg<br />
Vitamina B3………………….. 4.5mg<br />
Vitamina B5…………………..0.24mg<br />
Vitamina B6……………………0.14mg<br />
Vitamina B12…………………..0.8mcg<br />
Acido Folico…………………….4mcg</p>
<p>LE CALORIE DELLA BIRRA</p>
<p>Un bicchiere di birra contiene meno Calorie di un bicchiere di succo di frutta!<br />
Alcuni semplici confronti aiutano a superare errati pregiudizi alimentari. La birra è una bevanda –alimento,caratterizzata da una ragionevole dose di etanolo e da altri nutrienti derivati dall’orzo e altro cereale,lievito e luppolo,nonché dai minerali contenuti nell’acqua usata . E’ una naturale bevanda che va inserita in uno stile alimentare consapevole,senza pregiudizi ma neppure senza enfatizzare le sue proprietà nutrizionali.</p>
<p>BEVANDE ( 100cc )<br />
CALORIE<br />
BIRRA……………..…………………………………………. 35<br />
VINO ROSSO DA PASTO……………………………………… 84<br />
SPREMUTA FRESCA di ARANCIA……………………………33<br />
SPREMUTA FRESCA di POMPELMO……………………… 30<br />
SUCCO di ALBICOCCA…………………………………………47<br />
SUCCO di ANANAS……………………………………………… 56<br />
SUCCO di ARANCIA e POMPELMO……………………………43<br />
SUCCO DI ARANCIA…………………………………………….. 36<br />
SUCCO DI FRUTTA………………………………………………..56<br />
SUCCO di LIMONE……………………………………………….. 21<br />
SUCCO DI MANDARINO…………………………………………..50<br />
SUCCO di MELA………………………………………&#8230;……… 38<br />
SUCCO di MELACRANA…………………………………………..44<br />
SUCCO di PERA…………………………………………………….60<br />
SUCCO DI POMPELMO……………………………………………46<br />
SUCCO di UVA……………………………………………………….46<br />
SUCCO TROPICALE………………………………………………..47</p>
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		<title>COME PREPARARE UN LAVAPAVIMENTI ECOLOGICO ED ECONOMICO</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 12:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eco-libero]]></category>
		<category><![CDATA[Economia domestica]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi non vuole rinunciare ad una casa pulita, non può assolutamente dimenticare che i detersivi sono altamente inquinanti. Sono aggressivi per la salute dell’uomo, contribuendo al proliferare di allergie, inquinano mari, fiumi e laghi. Per non parlare dell’enorme quantità di flaconi di plastica che vengono abbandonati nell’ambiente e che non verranno mai più smaltiti. Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.consumionline.it/wp-content/uploads/2010/06/sapone1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-157" title="sapone1" src="http://www.consumionline.it/wp-content/uploads/2010/06/sapone1.jpg" alt="" width="204" height="200" /></a>Chi non vuole rinunciare ad una casa pulita, non può assolutamente dimenticare che i detersivi sono altamente inquinanti. Sono aggressivi per la salute dell’uomo, contribuendo al proliferare di allergie, inquinano mari, fiumi e laghi. Per non parlare dell’enorme quantità di flaconi di plastica che vengono abbandonati nell’ambiente e che non verranno mai più smaltiti.<br />
Da questa sensibilità ecologica nasce l’idea di far da sé un detersivo lavapavimenti, ecologico ed economico.<br />
Bisogna procurarsi un flacone di plastica. sciacquarlo a fondo ed accuratamente per rimuovere ogni residuo chimico (altrimenti non avrebbe senso prepararsi un detersivo ecologico!).<br />
Successivamente bisogna procurarsi dell’acqua distillata (quella che si usa nei ferri da stiro) ed intiepidirne una quantità pari a 200 cl (un bicchiere da tavola).<br />
Bisogna versare nell’acqua appena tiepida delle  scaglie di sapone di Marsiglia. Leggete bene i componenti affinché si sia sicuri dell’ottima qualità del prodotto.<br />
Bisogna agitare il tutto. Abbiate cura di non mettere molto sapone che lascia i pavimenti opachi. Presto imparerete a regolarvi nelle quantità. Versare la rimanente acqua distillata nel flacone ed agitare per mescolare meglio.<br />
Il passo successivo è quello di acquistare in erboristeria un olio essenziale. Si tratta di un olio di natura vegetale, estratto concentrato di alcune essenze aromatiche. ne bastano davvero poche gocce. in un litro di acqua. L’olio essenziale non ha un costo molto economico. in realtà rende molto come prodotto (bastandone poche gocce) e le sue proprietà non si limitano solo a profumare il detersivo. Scegliete, pertanto,oli essenziali con proprietà disinfettanti ed antibatteriche (ad esempio quello di salvia o di semi di pompelmo). fatevi indicare dall’erborista le sue proprietà. potrete anche usare oli di lavanda, per esempio, che diffondono note rilassanti nell’ambiente.<br />
Un’ulteriore riflessione che mi permetto di fare è quella di diffidare da quei detersivi che proclamano virtù terapeutiche (è assurdo come ci vengano propinati negli scaffali). diffidate da attraenti e colorate bottiglie di plastica vero concentrato di inquinanti pericolosi per l’ambiente e la salute.<br />
Bisogna rendere gli  ambienti più sani soprattutto per i bambini, i malati e gli anziani. alcune patologie respiratorie sono amplificate dalle particelle chimiche che i detersivi disperdono in aria.Il detersivo si conserva ma è bene prepararne un litro alla volta per non far disperdere le proprietà officinali dell’olio essenziale.</p>
<p><a href="http://www.consumionline.it/wp-content/uploads/2010/06/oliessenz.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-160" title="oliessenz" src="http://www.consumionline.it/wp-content/uploads/2010/06/oliessenz.jpg" alt="" width="194" height="192" /></a></p>
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		<title>Oltre il bucato c’è….sapone ALBA</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 13:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consigli per le mamme]]></category>
		<category><![CDATA[Economia domestica]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi vi parlerò di quel sapone da bucato di originale vegetale che prende il nome di ALBA, che potete facilmente reperire sugli scaffali dei supermercati di tutte le catene di distribuzione e nei negozi di drogheria e prodotti per la casa (ammesso che ce ne siano ancora, fagocitati dal blob divorante dei centri commerciali). Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.consumionline.it/wp-content/uploads/2010/06/alba.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-153" title="alba" src="http://www.consumionline.it/wp-content/uploads/2010/06/alba.jpg" alt="" width="332" height="250" /></a></p>
<p>Oggi vi parlerò di quel sapone da bucato di originale vegetale che prende il nome di ALBA, che potete facilmente reperire sugli scaffali dei supermercati di tutte le catene di distribuzione e nei negozi di drogheria e prodotti per la casa (ammesso che ce ne siano ancora, fagocitati dal blob divorante dei centri commerciali).<br />
Il sapone si presenta come un panetto gelatinoso di colore giallo &#8211; arancione &#8211; marrone avvolto in carta trasparente riportante una dicitura del tipo 100% vegetale. Viene anche indicato come “Sapone biologico”.<br />
Questo è stato uno dei motivi per cui ho cominciato a pensare che si potessero sperimentare degli usi alternativi per la pulizia e l’igiene della casa e perché no, anche della persona.<br />
Tralasciando l’uso  per il quale è nato, ovvero per ottenere un bucato fresco e pulito, vi parlerò degli altri usi che ho sperimentato, a dimostrazione che si tratta di un prodotto veramente versatile, oltre che, e di questi tempi giova, economico.<br />
Per non parlare, repetita iuvant, del suo essere “amico dell’ambiente”: completamente biodegradabile e non aggressivo per la salute umana e degli ecosistemi.<br />
L’unica accortezza preliminare, prima di qualsiasi uso qui suggerito o da voi sperimentato in prima persona, è di sciacquarlo bene con acqua abbondante perché tende ad opacizzare le superfici.<br />
Un primo uso l’ho sperimentato in cucina: ne ho preso un pezzo (si stacca molto facilmente essendo di consistenza morbida e gelatinosa)  e l’ho steso direttamente sulla piastra che si usa per arrostire la carne. L’ho spalmato per bene strofinando: si è  sgrassata in pochissimo tempo e con poca fatica.  Poi ne ho preso un altro pezzo e l’ho sciolto in poca acqua calda ottenendo una “pappetta” che ho usato per il piano cottura.<br />
L’ho usato anche in bagno: sempre sciolto in acqua calda per lavare i sanitari ma anche pettini e spazzole od altri accessori che vanno a contatto con la pelle e tutti gli annessi cutanei (forbicine, limette, ecc). Tutti sappiamo che si tratta di oggetti sui quali i batteri proliferano velocemente se non siamo invece noi più veloci a pulire.<br />
E’ ottimo per le cose utilizzate dai bambini piccoli poiché non contiene nessun agente chimico e quindi non è aggressivo per la pelle.<br />
Infine, l’ho anche utilizzato come lavapavimenti sempre sciolto in acqua calda. Ne ho inserito un pezzetto in un flacone vuoto che ho riempito con acqua calda. Ho agitato ed ho ottenuto un lavapavimenti dalla consistenza liquida ed opaca.<br />
Dopo averlo steso sui pavimenti e aver sciacquato abbondantemente, lascia un gradevole profumo di sapone di marsiglia. Quel profumo di una volta, quello delle case povere, decorose ma linde delle nostre nonne e bisnonne.</p>
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		<title>Rapporto frodi agroalimentari 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 19:35:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le frodi nel settore alimentari ed agroalimentari rappresentano uno dei principali problemi che affligge la scena nazionale ed internazionale, infatti dai dati pubblicati dal Movimento FAREAMBIENTE  sono ben   3 milioni gli giornalieri che rappresentano il business quello della contraffazione  e si evidenzia come vi sia stato una crescita del 32% rispetto agli altri anni. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le frodi nel settore alimentari ed agroalimentari rappresentano uno dei principali problemi che affligge la scena nazionale ed internazionale, infatti dai dati pubblicati dal Movimento FAREAMBIENTE  sono ben   3 milioni gli giornalieri che rappresentano il business quello della contraffazione  e si evidenzia come vi sia stato una crescita del 32% rispetto agli altri anni.<br />
Il rapporto rappresenta una piccola guida sia per i venditori che per i consumatori in esso infatti si evidenziano le numerose frodi avvenute nel 2009  e le diverse operazioni svolte  dalle autorità preposte.<br />
Inoltre la innovatività del rapporto e nell’indagine sulla conoscenza del consumatore alle frodi alimentari ed agroalimentari</p>
<p><a href="http://www.consumionline.it/wp-content/uploads/2010/06/frodi111.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-143" title="frodi111" src="http://www.consumionline.it/wp-content/uploads/2010/06/frodi111.jpg" alt="" width="498" height="232" /></a></p>
<p>E su quali sono i prodotti maggiormente contraffatti secondo il consumatore</p>
<p><a href="http://www.consumionline.it/wp-content/uploads/2010/06/frodi2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-144" title="frodi2" src="http://www.consumionline.it/wp-content/uploads/2010/06/frodi2.jpg" alt="" width="647" height="324" /></a></p>
<p><a href="http://www.consumionline.it/wp-content/uploads/2010/06/frodi_alimentari.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-145" title="frodi_alimentari" src="http://www.consumionline.it/wp-content/uploads/2010/06/frodi_alimentari.jpg" alt="" width="407" height="573" /></a></p>
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		<title>L&#8217;ufficio di cartone: quando il lavoro diventa più leggero. The cardboard office: when job becomes lighter.</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 20:53:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia di ecodesign di oggi arriva direttamente dall&#8217;Olanda. I due designer Alrik Koudenburg e Joost van Bleiswijkís hanno pensato a un metodo creativo e originale per caratterizzare il loro studio di lavoro: prendendo una buona quantità di cartone di recupero hanno realizzato tutti i mobili. Leggero, ordinato e funzionale. Un&#8217;idea senz&#8217;altro originale che premia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="BORDER-TOP-WIDTH: 0px; DISPLAY: inline; BORDER-LEFT-WIDTH: 0px; BORDER-BOTTOM-WIDTH: 0px; BORDER-RIGHT-WIDTH: 0px" src="http://www.metroq.it/wp-content/uploads/2009/03/ufficiodicartone.jpg" border="0" alt="ufficio-di-cartone" width="500" height="220" /></p>
<p>La notizia di ecodesign di oggi arriva direttamente dall&#8217;Olanda.</p>
<p>I due designer <strong>Alrik Koudenburg</strong> e <strong>Joost van Bleiswijkís</strong> hanno pensato a un metodo creativo e originale per caratterizzare il loro studio di lavoro: prendendo una buona quantità di <span>cartone</span> di recupero hanno realizzato tutti i mobili. Leggero, ordinato e funzionale.</p>
<p>Un&#8217;idea senz&#8217;altro originale che premia il cartone come materiale ecologico, a dispetto di chi lo ritiene utile solo per la casa dei clochard.</p>
<p>Se l&#8217;idea circolasse ed il cartone diventasse utile anche per uffici postali, hall di alberghi e sale d&#8217;attesa di stazioni, il recupero ed il riciclo sarebbero significativi e veramente potremmo dire di essere filoecologisti.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>The news about eco &#8211; design is arriving from Holland.</p>
<p>La notizia di ecodesign di oggi arriva direttamente dall&#8217;Olanda.</p>
<p>Two designers, <strong>Alrik Koudenburg</strong> e <strong>Joost van Bleiswijkís</strong> have thought of a creative and original method to customize their office: taking a big quantity of  recycled cardboard have realized alla furniture. Light, ordered and functional. An original idea which awards the cardboard as ecological material, in spite of the persons that consider it as material for clochard houses. If the idea circulates and the cardboard becomes useful for post offices, hotel halls and railway station halls, the recover and recycle sill be significant and we can really say to be filo &#8211; ecological.</p>
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		<title>Eco &#8211; moda: sogni di plastica che diventano realtà. Eco &#8211; fashion: a plastic dream becoming reality.</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 12:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eco-libero]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[brazil]]></category>
		<category><![CDATA[melissa shoes]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe melissa]]></category>
		<category><![CDATA[shoes]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ricordo dove, se su un forum o su un blog, piuttosto che su una rivista femminile nella sala d&#8217;attesa del dentista: ho sentito parlare delle scarpe Melissa.  Scarpe prodotte in Brasile. Sono interamente prodotte con un materiale brevettato &#8220;Meltex&#8221;: riciclato, igienico, anti &#8211; odore, anallergico. Non ho mai trovato scarpe più comode, scarpe dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ricordo dove, se su un forum o su un blog, piuttosto che su una rivista femminile nella sala d&#8217;attesa del dentista: ho sentito parlare delle scarpe Melissa.  Scarpe prodotte in Brasile. Sono interamente prodotte con un materiale brevettato &#8220;Meltex&#8221;: riciclato, igienico, anti &#8211; odore, anallergico. Non ho mai trovato scarpe più comode, scarpe dai colori vivaci, che calzano comode. D&#8217;estate sono bellissime: rosse, gialle, blu. Stanno bene con qualsiasi abbigliamento e sembra di avere le ali ai piedi. Per chi cammina molto a piedi sono l&#8217;ideale. Sul sito ufficiale potete vedere le collezioni che si arricchiscono, ogni stagione, di nomi famosi che firmano i modelli: Vivienne Westwood e Isabella Capeto, per esempio.</p>
<p>Queste scarpe sono il trend più moderno in fatto di ecodesign della moda. Averle ai piedi significa essere up to date salvaguardando la comodità.</p>
<p>______________</p>
<p> </p>
<p>I don&#8217;t remember where, if in  a forum or in  a blog, or on a female magazine in the hall of the dentist: I have heard about Melissa Shoes. These are produced in Brasil. These shoes are wholly produced in a registred material: Meltex: recycled, Hygienic, anti &#8211; smell and anallergic. I have never found so confort shoes , so coloured shoes, with a confort fit. During summer they are wonderful:  red, yellow, blu. They are good with all dressing and it seems to have eagles next the feet! For the persons which walk very much they are ideal shoes.  On the official website you can visit the collection enriching every season with famous names:  Vivienne Westwood and Isabella Capeto, for example.</p>
<p>These shoes are the best modern trend about fashion ecodesign.</p>
<p>If you have a pair of Melissa shoes you are up to date caring your confort fit.</p>
<p><a href="http://www.melissaplasticdreams.com">www.melissaplasticdreams.com</a></p>
<p><a href=";"><img src="http://img.spartoo.com/photos/17767/17767_260_A.jpg" alt="Melissa VINYL Nero" /></a><a href=";"><img src="http://img.spartoo.com/photos/17763/17763_260_A.jpg" alt="Melissa ZEN GIRL Rosso" /></a><a href=";"><img src="http://img.spartoo.com/photos/17776/17776_260_A.jpg" alt="Melissa ARANHA QUADRADA Verde" /></a></p>
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		<title>Danno morale da vacanza rovinata</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 15:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eco-libero]]></category>
		<category><![CDATA[Hobby, viaggi e tempo libero]]></category>

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		<description><![CDATA[Mai come in questi giorni è necessario parlare dei problemi cui potrebbero incorrere i turisti sia fai da te che quelli organizzati, in caso in cui non al momento di recarsi nel luogo stabilito per “svagarsi, rilassarsi, staccare la spina”. Ma non c’è da temere il nostro ordinamento giuridico oggi ci protegge dalla delusione o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mai come in questi giorni è necessario parlare dei problemi cui potrebbero incorrere i turisti sia fai da te che quelli organizzati, in caso in cui non al momento di recarsi nel luogo stabilito per “svagarsi, rilassarsi, staccare la spina”.<br />
Ma non c’è da temere il nostro ordinamento giuridico oggi ci protegge dalla delusione o dagli inconvenienti. Infatti oggigiorno si può parlare di danno  da vacanza rovinata.<br />
Il &#8220;danno da vacanza rovinata&#8221; può essere definito come quel danno risentito dal turista per non avere potuto godere pienamente del viaggio organizzato come occasione di svago e/o di riposo; ci si riferisce, quindi, esclusivamente a quel pregiudizio non patrimoniale (non traducendosi in nocumento economico, né in termini di danno emergente né in termini di lucro cessante, se si vuole adottare la concezione classica di danno &#8220;patrimoniale&#8221;), non corporale e transeunte: figura, quindi, vicina a quella di danno morale. Il danno da vacanza rovinata si inserisce nella più ampia problematica del danno non patrimoniale e dei suoi rapporti con il danno patrimoniale.<br />
La norma di riferimento in materia è l’art.2059 c.c., ai sensi del quale il danno non patrimoniale è risarcibile nei soli casi previsti dalla legge.<br />
La ratio dell’art.2059 c.c. deve essere ricercata  in combinato disposto  con l’art.185 c.p., che ai tempi dell’entrata in vigore del codice civile era l’unica norma che potesse dare un senso alla disposizione in parola. In particolare, l’intento del legislatore era quello di sanzionare in modo particolare e accentuato l’illecito derivante da reato. Ma con la   sentenza della Corte Costituzionale n.184/86 (detta sent. Dell’Andro), emessa in materia di danno biologico la normativa ha ampliato le regole di risarcibilità. In detta sentenza la Corte Costituzionale ha stabilito che il disposto dell’art.2059 c.c. dove essere limitato esclusivamente al danno morale. Ma la vera svolta si è avuta con due sentenze Corte di Cassazione del 2003. E cioè Suprema Corte di Cassazione, Sezione Terza Civile, sentenza n.17041/2003 (I sigg. P. e B., in proprio e quali esercenti sulla figlia minore A. P., convennero in giudizio la soc. Alpitur per il risarcimento dei danni biologici e morali subiti in occasione di un’escursione marina effettuata durante una vacanza nei Caraibi. In particolare, essi sostennero: di aver subito un trauma psichico durante un soggiorno nell’isola di S. Domingo al rientro dall’escursione, organizzata dall’Alpitur, alla vicina isola di Soana, allorquando si vennero a trovare nel dell’uragano Bertha; che l’Alpitur organizzò l’escursione nonostante l’annuncio, da parte delle autorità e della stampa locale, del possibile arrivo dell’uragano; che, di fatto, durante il viaggio di ritorno il tratto di mare tra l’isola di Soana e la costa fu interessato dall’uragano, per cui l’imbarcazione su cui essi prendevano posto venne a trovarsi in una tempesta con onde grandi e mare agitato, che determinò un’obiettiva situazione di pericolo, dalla quale essi furono tratti in salvo con difficoltà, dopo molto tempo in balia delle onde. (http://news.iusseek.eu/visual.php?num=27305).<br />
Nello specifico con il LGS 17- 3- 1995 D n° 111 l&#8217;Italia ha applicato la direttiva CEE n° 90/314 del 13-6-1990 concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti tutto compreso.</p>
<p>•    Di seguito per un maggiore approfondimento:<br />
•    Vacanza rovinata: tour operator responsabile per la perdita dei bagagli<br />
Tribunale Torre Annunziata, sentenza 29.03.2005<br />
•    Danno esistenziale da forzosa rinuncia alla vacanza<br />
Giudice di Pace Casoria, sentenza 08.11.2005 n° 3231<br />
•    Danno da vacanza rovinata: l&#8217;inadempimento contrattuale dell&#8217;agenzia<br />
Tribunale di Monza, sentenza 19.05.2003 n° 1617<br />
•    Danno da vacanza rovinata, legittimità, sussistenza<br />
Giudice di Pace Verona, sentenza 02.01.2009<br />
•    Danno da vacanza rovinata, danni morali, risarcimento, sussistenza<br />
Tribunale Torino, sez. IX, sentenza 06.06.2008<br />
•    Vacanza rovinata, responsabilità del tour operator, spiaggia non praticabile<br />
Cassazione civile , sez. III, sentenza 24.04.2008 n° 10651<br />
•    Smarrimento del bagaglio e danno da vacanza rovinata<br />
Tribunale Marsala, sentenza 05.04.2007</p>
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		<item>
		<title>Il turismo LGBT: quando si dice vacanza &#8220;alternativa&#8221;&#8230;.</title>
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		<comments>http://www.consumionline.it/?p=121#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 May 2009 20:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagrazia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hobby, viaggi e tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[LGBT]]></category>
		<category><![CDATA[mercato turistico]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[LGBT è l’acronimo di Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender. Il turismo LGBT indica un nuovo trend turistico in forte espansione: una nicchia di mercato in crescita con buone prospettive di sviluppo. Il mercato delle vacanze per Lesbians, Gays, Bisexual e Transgender è considerato uno dei comparti più interessanti del settore turistico. Una tendenza in via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LGBT è l’acronimo di Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender. Il turismo LGBT indica un nuovo trend turistico in forte espansione: una nicchia di mercato in crescita con buone prospettive di sviluppo. Il mercato delle vacanze per Lesbians, Gays, Bisexual e Transgender è considerato uno dei comparti più interessanti del settore turistico. Una tendenza in via di sviluppo che resta un fenomeno tra i meno conosciuti sia in termini quantitativi che qualitativi. Il 7 per cento dell&#8217;intero giro d&#8217;affari generato dall&#8217;industria del turismo è prodotto da gay e lesbiche. Secondo Alessio De Giorgi, amministratore delegato di Gay.it, Spa che controlla Out Travel, la più grande agenzia di viaggi online per omosessuali, &#8220;il viaggio è indistintamente anche un momento di libertà oltre che di conoscenza, cultura e divertimento. Per l&#8217;omosessuale il viaggio rappresenta, in più, la possibilità di aggregarsi, di avere comportamenti liberi con il partner e di vivere una condizione più tollerante rispetto al Paese di origine&#8221;. I tour operator più intuitivi hanno fiutato le opportunità di business offrendo i normali servizi di intermediazione turistica (biglietteria aerea, pacchetti turistici, prenotazioni alberghiere, noleggio auto, ecc.), con la peculiarità di una consulenza ed una professionalità mirata a soddisfare le esigenze di una utenza omosessuale Out Travel è stato il primo tour operator, nato nel 2001 per offrire alla comunità omosessuale un servizio qualificato di agenzia viaggi e tour operator nelle più belle località del mondo in strutture gay o gay friendly, utilizzando il supporto di fornitori gay oriented. Secondo Tourism Intelligence International (2000), circa il 10% dei turisti internazionali sono gay o lesbiche: 70 milioni di turisti che costituiscono ormai un importante segmento di mercato destinato a crescere come risultato della condizione sociale delle persone omosessuali. Le destinazioni gay sono tali presso la comunità gay quando l&#8217;offerta di locali e strutture destinate a persone LGBT è ampia e variegata e comprende gay bar, discoteche e locali notturni, ristoranti, hotel e guest houses, media e associazioni, alcune di proprietà e/o gestite da gay, altre semplicemente gay friendly, che diano l&#8217;opportunità alle persone di socializzare tra loro e di sentirsi sereni tra altre persone del medesimo orientamento sessuale. Spesso le destinazioni gay coincidono con grandi città, che a volte hanno pure un quartiere gay. Gli enti del turismo cittadini o regionali sono spesso attivi per sviluppare la reputazione di destinazione turistica gay-friendly e attirare così ancora più turisti, oltre a far crescere nella popolazione locale un sentimento di accoglienza e ospitalità anche verso questa tipologia di turisti. Quando il turismo LGBT è esclusivamente o primariamente legato al consumo di sesso, occasionale e/o a pagamento, si parla di turismo sessuale, termine che ovviamente può essere usato anche per il turismo eterosessuale e di persone single. Il turismo LGBT può coincidere con eventi LGBT come le manifestazioni del gay pride, i festival di cinema gay o gli eventi sportivi, quali gli Eurogames o i Gay Games. Il turismo LGBT non è una novità: tra inizio Novecento e fine Ottocento l’Italia, ed in particolare alcune mete come Capri, Venezia o Taormina erano ben note per l’accoglienza dei viaggaiotri omosessuali. Oggi il turismo gay in Italia è un fenomeno principalmente urbano, privo di coordinamento e di promozione all&#8217;estero (al contrario di quanto accade in molte metropoli europee), e riguarda principalmente città come Milano e Roma: l&#8217;unica vera eccezione è costituita da Torre del Lago, località vicino a Viareggio, in cui gli imprenditori gay e gay-friendly si sono organizzati ed hanno costituito il circuito Friendly Versilia, l&#8217;unico fenomeno turistico in Italia valorizzato da parte degli enti turistici locali e promosso all&#8217;estero con campagne pubblicitarie ed azioni di comunicazioni mirate. Tutto ciò nonostante le iniziali ostilità dei partiti politici conservatori e le diffidenze della popolazione. Rimanendo in Versilia, Lecciona, è la principessa di tutte le spiagge gay italiane. Votata nel 2003 come la migliore spiaggia gay italiano da gay.it, la Lecciona è spiaggia gay almeno dagli anni &#8217;70. Caratterizzata da un bellissimo ambiente dunale, protetto dal Parco Naturale, la Lecciona è una spiaggia libera molto bella, selvaggia, assolutamente unica. Durante i week-end estivi, è un piacere farsi la passeggiata per osservare chi c&#8217;è e vedere con attenzione la &#8220;fauna&#8221; che la popola: venendo dal Bocachica, infatti, prima c&#8217;è la sezione etero, poi la sezione &#8220;sono etero ma vengo con mia moglie qui così poi faccio qualche passeggiata&#8221;, quindi sezione trans, poi sezione etero-freak, quindi sezione lesbo, poi sezione gay. Un ambiente molto familiare, dove in tanti si conoscono, e dove qualche indianino dalle dune ci sta sempre a provare, come se fossimo ancora agli anni &#8217;80. Ma in fondo, non da fastidio a nessuno. Per chi ama le comodità dei bagni attrezzati, invece, è sorta nel 2002 una spiaggia attrezzata gay and lesbian only, il Mama Beach, di fronte al Ristorante Pescatore, poco prima del Mama Mia. Il Coordinamento Torino Pride lgbt candida Torino a capitale italiana del turismo gay e organizza un nuovo gruppo di attività, il Gruppo accoglienza internazionale per la promozione di una serie di iniziative. Il Pride nazionale e le Olimpiadi invernali hanno avuto una risonanza senza precedenti che hanno rinnovato a livello globale l&#8217; appeal della città e della regione anche per il turismo gay e lesbico. «La città negli anni &#8216; 70 e &#8216; 80 era molto conosciuta tra le organizzazioni LGBT nel mondo.. Da qualche tempo c&#8217; è un nuovo interesse anche del turismo gay e lesbico: basti pensare alle settimane bianche organizzate da tour operator del Nord Europa, specializzati per il settore gay che già da qualche anno organizzano settimane bianche sulle montagne piemontesi. O al Festival del Cinema Gay che richiama da tutta Europa un pubblico selezionato ma molto interessato. Fuori dai confini italiani, il Sud Australia ospita una vivace comunità gay e lesbica, offre la possibilità di fare nuove amicizie e di partecipare all&#8217;annuale festival di cultura gay e lesbica, il Feast Festival. Feast, uno dei tre principali festival gay e lesbici dell&#8217;Australia, propone un ricco programma con spettacoli teatrali, cabaret, comici, film, dibattiti, eventi letterari, danza, arti visive, turismo, sport ed eventi che coinvolgono la comunità. Il Feast Festival vero e proprio ha una cadenza annuale, ma le attività del Feast sono organizzate durante tutto l&#8217;anno con vari eventi mensili. Qualsiasi pub, club e bar ad Adelaide, accetta omosessuali. I luoghi di maggior richiamo per la comunità gay e lesbica locale sono: • il famoso Mars Bar a Gouger Street, Adelaide • l&#8217;Icons a Henley, Torrensville • l&#8217;Edinburgh Castle Hotel a Currie Street, Adelaide • il Wheatsheaf Hotel a Thebarton • l&#8217;Exeter Hotel nel villaggio costiero di Semaphore Già da alcuni anni la Gran Bretagna si rivolge ai turisti gay proponendosi come meta ideale per le vacanze omosessuali, riscoprendosi patria della tolleranza e dell’accoglienza, del fermento e del divertimento: la destinazione “gay-friendly” per eccellenza. . Il mercato gay e lesbico è un segmento redditizio per la Gran Bretagna. “La comunità gay ha una maggiore propensione a viaggiare e una maggiore disponibilità economica”: con queste motivazioni principali l’ente nazionale britannico per la promozione turistica, Visit Britain, rilancia le iniziative e continua a puntare sulla nicchia del mercato gay, con una comunicazione forse meno “chiassosa” rispetto alle prime iniziative (si parlava di United Queendom of Britain, dove “queen” sta per gay), ma con azioni più vaste e più mirate. Gay Britain è stato il claim della campagna marketing per il 2006, rivolta principalmente al mercato statunitense. La popolazione omosessuale americana (20 milioni di persone, un potere d’acquisto stimato sui 450 miliardi di dollari) è di fatto il target più attraente: il 54% dei turisti gay hanno a disposizione un budget di viaggio di oltre 3.000 dollari; un viaggiatore americano su 25 (il 4%) si identifica come gay o lesbica e negli ultimi tre anni il 24% di questi ha compiuto quattro o più viaggi di piacere, contro il 17% degli altri viaggiatori; l’87% possiede il passaporto e il 47% compie almeno un viaggio all’anno in Europa; il 59% dei turisti omosessuali statunitensi usa internet per pianificare le vacanze, e il 50% acquista online. Inoltre, cosa forse più importante nel marketing, le campagne effettuate in precedenza presso il mercato USA hanno dimostrato un elevato tasso di fedeltà dei consumatori gay. La campagna statunitense ha puntato sullo sviluppo di specifiche campagne web sul sito visitbritain.com, la realizzazione di guide turistiche specifiche per gay e lesbiche, campagne di e-marketing e Customer Relationship Management, la presenza dell’ente alle principali fiere dedicate al commercio e ai consumi degli omosessuali (negli USA esistono già fiere per il turismo gay, a riprova della maturità del mercato), la presenza ai principali gay pride, nonché varie attività di PR e stampa. Anche la Spagna, secondo Visit Britain, è un mercato particolarmente strategico per il turismo gay: innanzitutto grazie alla legalizzazione delle unioni civili fra omosessuali, che consente al di proporsi come meta ideale per la luna di miele; ma anche per le caratteristiche demografiche riscontrate presso la popolazione spagnola: anche qui i gay hanno un reddito superiore alla media e viaggiano più di frequente, hanno un’istruzione più elevata, fanno un maggiore uso di tutti i media (internet e stampa in particolar modo) e hanno una maggiore propensione al consumo. Inoltre, di pari passo con la liberalizzazione della società, la popolazione gay spagnola è da alcuni anni in forte aumento. Insieme agli sforzi di promozione, guidati dal sito internet, continua a evolversi anche la destinazione turistica: accanto a Londra, Brighton e Manchester, da sempre città di riferimento per la popolazione omosessuale inglese – e del mondo – si stanno affermando come centri vitali del turismo gay anche decine di città minori, fra cui Glasgow, Bath, Cardiff e Llangollen, nel Galles. Soprattutto, il 2006 è stato un anno record per gli eventi legati alla cultura omosessuale, con eventi in tutto il Regno Unito. A febbraio si tiene il Pride invernale di Brighton (che raddoppia il tradizionale gay pride estivo, il più grande del Paese); in aprile si svolge il London Lesbian and Gay Film Festival, e accanto ai vari gay pride di Manchester, Oxford, Glasgow, Cardiff , Birmingham, Leicester e Nottingham, in luglio Londra sarà la città dell’Euro Pride, che ambisce ad essere uno dei più grandi eventi gay e lesbici realizzati finora al mondo. E, se si mostrerà vera la stima degli esperti, che calcolano in 4,5 miliardi di sterline il potenziale economico del turismo gay in Gran Bretagna, il segmento potrà presto smettere di essere una nicchia.</p>
<p> </p>
<p>Per saperne di più:</p>
<ol>
<li><a href="http://www.wikipedia.it">www.wikipedia.it</a></li>
<li>Jeff Guaracino,Gay and Lesbian Tourism: the essential guide  for marketing, su <a href="http://www.amazon.ca">www.amazon.ca</a></li>
<li>Howard L. Hughes, <span>Pink Tourism: Holidays of Gay Men and Lesbians, su <a href="http://www.amazon.ca">www.amazon.ca</a></span></li>
<li><span><span><a href="http://www.consumionline.it/exec/obidos/search-handle-url/ref=ntt_athr_dp_sr_1?%5Fencoding=UTF8&amp;search-type=ss&amp;index=books&amp;field-author=Jasbir%20Kaur%20Puar"><span style="color: #003399;">Jasbir Kaur Puar</span></a> , Queer Tourism: Geographies of Globalization (A Journal of Lesbian and Gay Studies, Vol. 8, Numbers 1-2 2002) (Paperback), su <a href="http://www.amazon.com">www.amazon.com</a></span></span></li>
</ol>
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