Le ceramiche di San Lorenzello (Bn)

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Nel cuore della Campania, ai piedi del Parco Regionale del Matese, sorge il borgo di San Lorenzello. Paese natale del maestro ceramista Nicola Giustiniani, uno dei più grandi ceramisti del 1700, si contraddistingue ancora oggi per l’arte ceramica tramandata da oltre tre secoli.
A San Lorenzello da oltre tre secoli si produce ceramica, per questo il borgo è uno dei 37 centri di antica tradizione ceramica. Le cave di argilla e la presenza del torrente Titerno favorirono l’insediamento di numerose botteghe. Le botteghe artigiane di ceramica, otto attualmente e quasi tutte a conduzione familiare, mantengono in vita l’importante tradizione artistica. La ceramica di San Lorenzello e di Cerreto Sannita è riconosciuta dal Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato come “ceramica artistica e tradizionale”.
Con il terremoto del Sannio del 1688 che colpì anche San Lorenzello arrivarono nel borgo diverse maestranze forestiere per la ricostruzione post sisma. Così, molti “faenzari”, ceramisti, napoletani nella maggior parte, si stabilirono nel borgo e nel vicino paese di Cerreto Sannita dando vita alle botteghe artigiane, le cosiddette “faenzere”: fornaci dei famosi vasi di Faenza.
Un nuovo repertorio decorativo caratterizzò l’arte della ceramica locale che ebbe il periodo più florido e di maggiore produzione proprio successivamente al sisma del 5 giugno 1688. Nel 1732, ormai luogo di raffinata produzione artistica, San Lorenzello diede i natali a Nicola Giustiniano, formatosi nelle botteghe laurentine si trasferì poi a Napoli, dando il nome a una delle più note manifatture di ceramica detta appunto “figulina Giustiniani”.

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