La Castagna di Montella

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La “Castagna di Montella” IGP è considerata tra le migliori prodotte in Italia; ha ricevuto la prima Doc (ora Igp) applicata a un vegetale ed è prodotta esclusivamente negli agri del Comunedi Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Volturara Irpina, Nusco e Montemarano, ad un’altitudine compresa tra i 500 e i 1000 metri s.l.m. LA TRADIZIONE La coltivazione del castagno in Campania, nell’area di Montella (AV), risalirebbe al periodo compreso fra il VI ed il V sec. a.C. Al tempo dei Longobardi (571 d.C.), invece, sarebbe stata emanata la prima legge per la tutela di questa coltivazione considerata già a quel tempo una preziosa risorsa. Lo storico del tempo, Franciosa sottolinea il valore strategico delle castagne negli assedi delle città e dei castelli. La farina, avendo il pregio di conservarsi per molti anni, era infatti stipata nelle fortezze come riserva di cibo. Da quei tempi la storia di Montella e quella del castagno, vera ricchezza per la sua molteplicità di impieghi, non si sono più separate.

LA DENOMINAZIONE Il riconoscimento comunitario dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) “Castagna di Montella” è avvenuto attraverso il Regolamento (CE) n. 1107/96 (pubblicato sulla GUCE n. L 148/96 del 21 giugno 1996).

LE CARATTERISTICHE La Castagna di Montella è rappresentata, per il 90% della produzione complessiva dei sei Comuni, dalla varietà Palommina e per il restante 10% da altre varietà (meno pregiate), per lo più selvatiche, che prendono il nome del comune nel quale sono più diffuse. Il frutto di tale varietà è di pezzatura media e medio-piccola (75-90 a kg). Presenta una forma prevalentemente rotondeggiante, con faccia inferiore piatta e base convessa, ed è caratterizzata da una pezzatura media o medio-piccola. Il seme è di polpa bianca, croccante e di gradevole sapore dolce. Le elevate caratteristiche di serbevolezza, sapidità e fragranza del prodotto consentono due forme principali di utilizzazione: allo stato fresco (comprendendo anche il surgelato) ed allo stato secco in guscio o sgusciato.

LA PRODUZIONE L’Irpinia per la sua orografia quanto mai varia, caratterizzata da notevoli contrasti altimetrici, per la feracità dei suoi terreni (origine vulcanici), per il clima, detiene il grosso dei territori investiti a castagneto da frutto, contribuendo alla produzione nazionale con 100 mila quintali, su una superficie di circa 9 mila ettari. Di questi circa 3 mila ricadono, con una produzione di 60 mila quintali, nell’areale della Castagna di Montella.

LA CULTURA La Castagna di Montella IGP è parte del paesaggio dell’area del Terminio-Cervialto, nella quale, grazie al suo clima e ai suoi terreni, produce un frutto di alta qualità. La ricchezza del castagno in queste zone non si è limitata solo alla produzione del frutto: è stato la principale fonte di legna per le costruzioni, per creare mobili, oltre che come combustibile. Il metodo di conservazione delle castagne frequentemente più impiegato è ancora oggi la cosiddetta “curatura”, ossia l’immersione del prodotto in acqua fredda per un periodo di 5-6 giorni e successiva asciugatura su di un pavimento in cotto, in ambiente asciutto e ventilato.

IN CUCINA Oltre che come caldarroste, le castagne di Montella sono particolarmente richieste dall’industria di trasformazione per uso marron glacés, marmellate, al naturale, purea. Ottime per guarnire carni e nelle minestre, ma il loro impiego si esalta soprattutto nella preparazione di dolci, di diverso tipo.

Ricetta: Fettuccine con le Castagne di Montella e i Pinoli Vesuviani. Ingredienti per 4 persone: 300 gr di fettuccine senza uova; 10 castagne; 3 cucchiai di pinoli sgusciati; 25 gr di burro; olio extravergine di oliva; parmigiano reggiano; caciotta di pecora poco stagionata dei monti Lattari; 3 foglie di alloro; 1 spicchio d’aglio; foglie di prezzemolo; 1 noce; sale e pepe. Lessare le castagne per 40 minuti in acqua salata con foglie di alloro e un cucchiaio d’olio. Sbucciare e setacciare le castagne. Sminuzzare i pinoli. In una padella soffriggere l’olio e l’aglio; aggiungere le castagne, i pinoli, il burro e due cucchiai dell’acqua di cottura delle fettuccine; aggiustare di sale e pepe. Spadellare le fettuccine mentre si aggiunge parmigiano e caciotta grattugiati; amalgamare e servire guarnendo con foglie di prezzemolo intere e 1/2 noce intera. (ristorantepresident.it)

IL TERRITORIO Comune in provincia di Avellino, Montella sorge nella regione storica dell’Irpinia. Il territorio, compreso nel Parco regionale Monti Picentini e prevalentemente montuoso, è rinomato per la bellezza del paesaggio. È ricca di sorgenti, quattro della quali alimentano l’Acquedotto Pugliese. Oltre al caratteristico centro storico, a Montella è possibile ammirare il Castello del Monte, un antico maniero di origine longobarda, oggi ridotto ad un rudere architettonico; il Santuario di San Salvatore, di antica fondazione, sorge sulla cima di un monte, ad oltre 900 m.s.l.m. e conserva al suo interno numerose opere di artisti locali; i Musei Civici di Montella, ospitati all’interno del complesso monumentale del Convento di San Francesco, raccolgono numerose testimonianze della storia della cittadina. Da non perdere, nfine, le innumerevoli bellezze frutto di una natura incontaminata. Ogni anno a novembre, a Montella si svolge la Sagra della Castagna.

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