Cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo – Sorrento

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La Cattedrale di Sorrento sorge nel centro storico della città, a partire dal X-XII sec. d.c.,fu trasferita all’interno della città nella chiesa intitolata ai Santi Felice e Bacolo, che era dedicata prima a San Severo, vescovo di Napoli, e in seguito a San Renato, vescovo di Sorrento.

La prima Cattedrale di Sorrento era più a monte, presso l’antico monastero benedettino di San Renato.In un documento del XII sec. è riportato che il Cardinale Riccardo de Albano, il 16 marzo 1113, consacrò l’attuale Cattedrale dedicandola alla Vergine Maria Assunta in ciclo ed agli Apostoli Filippo e Giacomo il Minore.

Dopo la terribile invasione dei Turchi nel 1558, fu interamente ricostruita da Mons. Giulio Pavesi, per esserepoi trasformata in stile barocco, come attualmente si ammira, dagli arcivescovi Didaco Petra e Filippo Anastasio nel 1700. Dell’antica facciata si conserva solo l’ingresso del XIV sec., adornato di due colonne di marmo rosa, resti di antichi templi pagani aventi sui piedistalli scolpito lo stemma dell’arcivescovo Lelio Brancaccio.

Interessante è il nuovo tamburo dell’ingresso, interamente intarsiato con pannelli che rappresentano altrettanti episodi appartenenti alla storia della chiesa sorrentina che vanno dalla venuta di S. Pietro a Sorrento nel 43 o 44 d.C, al suo primo vescovo San Renato (425), all’arrivo delle reliquie degli apostoli Filippo e Giacomo.
Il grandioso organo che si trova sull’ingresso principale, realizzato nel 1901 da Mons. Giuseppe Giustiniani, presenta notevoli intagli dei fratelli Fiorentino.
Il soffitto centrale è interamente dipinto su tela, opera di Francesco Francareccio, mentre i quadri centrali sono di Oronzo e Nicola Malinconico (1711), e rappresentano i primi martiri sorrentini del II sec., ed i compatroni della Diocesi.

Degni di rilievo sono la cattedra di marmo episcopale, proveniente da parti di templi romani con altre prettamente del cinquecento, ed il pulpito posto di fronte ricco di un bassorilievo che raffigura il Battesimo di Gesù, avente nel sottostante altarino una pregevole tavola di Silvestro Buono .

I quadri dell’Assunta e di San Filippo e Giacomo nel soffitto del presbiterio sono opere di Giacomo del Po eseguite del 1700. In fondo al presbiterio è posto il coro ligneo ricco di intagli ed intarsi, opera di artigiani sorrentini (1936), mentre la grande pala sul fondo è opera d’ignoto del 1600 e raffigura i Santi Filippo e Giacomo.

Nella cupola che sovrasta il coro sono dipinti i Santi compatroni della Diocesi, opera di Pietro Barone e Augusto Moriani (1902).

Nella prima cappella il fondo è ricco di bassorilievi marmorei di Adrea Pisano (1340), ove al centro vi è il Fonte Battesimale in cui venne battezzato nel 1544 il poeta Troquato Tasso.
La quarta cappella è dedicata ai primi quattro santi vescovi di Sorrento le cui reliquie sono visibili attraverso una grata sotto l’altarino marmoreo. Dopo la quinta cappella, che è dedicata al Sacro Cuore di Gesù, segue la porta laterale voluta dall’arcivescovo Giacomo de Santis nel 1479 il cui stemma, insieme a quello di Papa Sisto IV e del re Ferrante d’Aragona, si vede scolpito sull’architrave marmoreo.
Nel transetto a destra, cappella di S. Michele avente sulla parete destra un’interessante tavola a fondo d’oro del XV sec., di scuola senese raffigurante la Nascita di Gesù.
Nell’elegante cappellone del Santissimo Sacramento si ammira un grande Cristo in Croce (XV sec.) posto in un’artistico trono, anch’esso di legno scolpito e dipinto del XVII sec.
In fondo alla navata di sinistra, attraverso un archetto, si accede al cappellone di S. Giovanni in Fontibus, ora adibita a Cappella della Riconciliazione. Il fondo è ricco di stucchi secenteschi con una quadretto della Madonna delle Grazie, mentre l’espressiva statua della Madonna Addolorata, risale al 1700. Degno di nota è l’artistico pavimento di maioliche napoletane del 1700.

La cappella a sinistra del transetto, è dedicata a Sant’Antonino abate, monaco benedettino del VI sec., patrono della città e diocesi, con una statua di legno del 1700. Degno di nota è l’altare, ricco di marmi policromi intarsiati, dono di Mons. Antonio del Pezzo (1645) e la cappella del Cuore di Maria, protettrice della Parrocchia, con una statua lignea opera del Citarelli che raffigura la Madonna che accoglie una fanciulla, che rappresenta Sorrento, sotto il suo materno mantello.

Nell’ultima cappella della navata di sinistra vi è un meraviglioso presepe napoletano del 1700.
Infine, all’uscita della chiesa, vi è il palazzo episcopale del 1500 con il campanile che sta a cavallo dell’antico decumano con manufatti marmorei romani di varie specie, tra cui anche una parte di un’epigrafe longobarda. Gli ultimi due piani del campanile, con l’orologio maiolicato, furono aggiunti nel 1700.

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