L’arte gladiatoria

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Pollice Verso *oil on canvas *97,4 x 146,6 cm *1872

Tutto il territorio dell’antica Roma è costellato da anfiteatri dove era praticata l’arte gladiatoria. La messa in scena della morte esaltava i Romani ed i gladiatori potevano essere paragonati ai nostri calciatori. Veri e propri Vip, i più famosi venivano contesi nelle varie arene ed invitati da nobili e patrizi in serate organizzate in loro onore. Addirittura veniva venduto il loro sudore ed il loro sangue in ampolle credendo che avessero il potere di aumentare la vigoria sessuale.

I combattimenti all’inizio venivano organizzati da ricchi mecenati per ricordare i loro illustri antenati e immolare, in loro, onore uomini ed animali.

I primi organizzatori furono i SANNITI, poi gli Etruschi, come ricordano sia alcune pitture trovate nelle tombe, che dall’origine della parola lanista (proprietario dei gladiatorio) che deriva proprio dalla lingua etrusca. I Romani trasformarono i giochi facendoli divenire violenti e sadici, e in breve tempo furono per il popolo una droga.

Da eventi sporadici diventarono giornalieri e addirittura, nel 216 A.C., in occasione del funerale di un importante politico, in una solo pomeriggio si affrontarono più di 40 gladiatori. Così da funzione rituale si passò ad una funzione politica capace di assoggettare alle idee dell’organizzatore migliaia di persone.

Gli imperatori usarono i giochi per assoggettare le masse distraendole dai veri problemi sociali della vita quotidiana; in breve diventarono un vero strumento per sedare i malumori popolari.

I gladiatori nella maggior parte dei casi erano militari che avevano combattuto contro Roma, fatti prigionieri, poi schiavi ed infine acquistati dai lanisti per il loro ludus; combattevano senza risparmiarsi sapendo di dover convivere con la morte. Gli era stata data un’ultima possibilità: battersi nelle arene dell’Impero, superare indenni un certo numero di scontri, diventare famosi e conquistare la libertà. Il simbolo dell’avvenuta libertà era il rudis, un gladio di legno usato durante gli allenamenti che veniva donato nel momento della manomissione.

In quel momento si poteva scegliere di continuare ad essere un gladiatore da uomo libero, potendo amministrare gli ingenti guadagni o dedicare la propria vita ad altro.

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