Conza della Campania (Av)

Conza della Campania (Av)

Comune montano di antiche origini, le cui principali attività economiche sono rappresentate dall’agricoltura e dall’industria. I conzani, con un indice di vecchiaia superiore alla media, risiedono in buona parte nel capoluogo comunale, posto sulla cima di un poggio e costituito prevalentemente da prefabbricati; il resto della comunità si distribuisce in numerose case sparse. Il territorio comunale, costituito in prevalenza da una serie di rilievi collinari, è attraversato da numerosi corsi d’acqua dalla portata molto irregolare e ospita l’ampio lago artificiale di Conza. La vegetazione più diffusa è rappresentata dalle specie riparie che bordano le sponde di laghi e fiumi (pioppi, ontani napoletani, tamerici e salici), oltre che dai boschi misti caratteristici dell’ambiente collinare campano; sulle pendici dilagano inoltre i seminativi, gli alberi da frutto, i vigneti e gli oliveti. Sullo sfondo azzurro dello stemma comunale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, figura un monte verde a tre cime che sostiene un’aquila d’oro con le ali spiegate.

Abitata sin dal VII secolo a.C., l’antica COMPSA divenne in seguito municipio romano (IV secolo a.C.). Trasformata in un’importante stazione militare, fedelissima a Roma, fu occupata da Annibale nel 216 a.C., in seguito al tradimento di Stazio Trebio, e liberata due anni dopo da Quinto Fabio Massimo. Importante roccaforte militare anche dopo la caduta dell’impero romano, fu occupata dai goti nel 554 d.C. e poco dopo dai bizantini; divenne successivamente sede di un importante gastaldato alle dipendenze del ducato longobardo di Benevento. Dopo una strenua resistenza fu distrutta quasi interamente dai franchi (VIII secolo) e dai saraceni. Fu poi conquistata dal normanno Roberto il Guiscardo (1076) e sottoposta, nei secoli successivi, alla signoria di diversi feudatari, quali i Balvano, i Del Balzo, i Gesualdo, i Ludovisi e i Mirelli. Il toponimo, di origine prelatina, deriva dal nome COMPSA, assegnato dagli irpini al primitivo insediamento. Il vecchio centro storico è destinato a diventare un’interessante area archeologica, volta a ricostituire la struttura dell’antica COMPSA, di cui sono oggi visibili i resti dell’area forense. Del castello, che si ergeva al margine settentrionale delle mura medievali, rimangono pochi ruderi mentre la cattedrale, eretta sui resti di un edificio di epoca romana, conserva l’originario impianto a tre navate. La chiesa di Santa Maria Assunta, più volte ristrutturata, custodisce all’interno, a tre navate, arcate a tutto sesto e un abside semicircolare. Colpite gravemente dal terremoto del 1980, le vecchie abitazioni sono state completamente abbandonate; la comunità è in via di trasferimento in località Nuova Conza della Campania.

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