Il Castello di Montesarchio (Bn)

Il Castello di Montesarchio (Bn)

Il Castello di Montesarchio, posto su un’altura rocciosa del Monte Taburno all’interno del Parco Regionale del Taburno-Camposauro, ha rappresentato fin dall’Alto Medioevo una delle fortificazioni più importanti tra la pianura campana e l’entroterra appenninico. Secondo la tradizione il Castello, sorto in epoca longobarda, venne occupato dai Normanni di Ruggiero II (1137) e fu ristrutturato in epoca sveva, durante il regno di Federico II. Nel periodo aragonese il fortilizio ricevette la sistemazione ancora oggi conservata: due corpi di fabbrica ai lati di un cortile centrale e una monumentale torre cilindrica posta sullo sperone roccioso dominante la città di Montesarchio. A seguito della guerra tra Carlo V e Francesco il Castello fu confiscato e concesso al marchese del Vasto Alfonso II d’Avalos nel 1532. I d’Avalos mantennero il feudo di Montesarchio fino al 1802, data di eversione della feudalità. Nel 1830 il Castello, passato nuovamente al demanio regio, fu destinato a prigione di stato. Per soddisfare le esigenze di questa nuova destinazione, furono intrapresi lavori tra il 1852 e il 1855. Prima ancora che venissero terminati furono imprigionati nel carcere di Montesarchio alcuni patrioti illustri, tra cui Carlo Poerio, Sigismondo Castromediano, Michele Pironti , Nicola Nisco. In questa funzione, il Castello di Montesarchio assurse a fama internazionale, come testimonia il giornale “The illustrated London News del 15 novembre 1856, che pubblica una veduta di Montesarchio con l’indicazione della prigione del barone Carlo Poerio. Il Castello continuò a mantenere la funzione di prigione fino alla seconda guerra mondiale. Negli anni Sessanta fu destinato ad orfanotrofio (Istituto Mater Orphanorum). Dal Marzo 1994 il Complesso monumentale è stato dato in consegna dal Demanio dello Stato alla Soprintendenza Archeologica che, grazie a finanziamenti europei, ha eseguito una serie di interventi di restauro e di adeguamento funzionale, finalizzati all’allestimento del Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino.

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