La Chiesa di San Michele ad Anacapri (Na)

La Chiesa di San Michele ad Anacapri (Na)

La Chiesa di San Michele ad Anacapri domina Piazza San Nicola nel cuore del centro cittadino. Fu costruita tra il 1698 e il 1719 per volontà di Madre Serafina di Dio. La storia del monumento inizia con una promessa che la religiosa fa a San Michele Arcangelo affinché Vienna, baluardo della cristianità, venisse liberata dall’assedio dei Turchi infedeli: “Se Voi liberate Vienna, prometto di fondare ad Anacapri una chiesa e un monastero, a maggior gloria del Signore e a onor Vostro”. E così fu. L’esercito imperiale sconfisse gli ottomani e la suora caprese cominciò ad adoperarsi per trasformare quella preghiera in realtà.

Il monumento sorge accanto al convento delle teresiane e ai resti della Chiesa di San Nicola di cui sono ancora visibili il chiostro e il campanile. La prima pietra, però, fu posata dieci anni dopo grazie alla donazione di 15mila ducati fatta da Antonio Migliacci, un galantuomo di origini sarde che amava trascorrere l’estate sull’isola di Capri. Alla costruzione contribuì anche Michele Gallo di Vandeneynde, vescovo di Capri dal 1690 al 1727. Il monsignore, per ultimare i lavori, mise a disposizione il suo patrimonio personale e finalmente la chiesa poté aprire le sue porte ai fedeli.

La Chiesa di San Michele ad Anacapri non visse sempre giorni felici. Tra il 1806 e il 1808, durante l’occupazione inglese e francese, il complesso venne usato come deposito per le armi e dormitorio per i militari. La struttura tornò a risplendere solo nel 1817 con re Ferdinando I delle Due Sicilie.

La struttura fu progettata nelle sue forme dall’architetto Antonio Domenico Vaccaro, si presenta con una pianta ottagonale a forma di croce greca caratterizzata da due cappelle e quattro nicchie.

Lo storico Roberto Pane ha definito così questo gioiello: “Uno degli esempi più pregevoli di tutta la produzione settecentesca napoletana per il gusto degli stucchi, alternato ritmo degli archi e delle nicchie, i lievi raccordi in curva, il biancore discreto, che conferisce la massima visibilità al colore”.

A sorprenderti sarà l’altare maggiore in stile barocco e rococò. Fu realizzato dal maestro Agostino Chirola in marmo di Carrara verde e giallo. Ai lati impreziosiscono l’opera due angeli in marmo bianco.

Ad attirare la tua attenzione, il dipinto di San Michele Arcangelo frutto dell’estro di Nicola Malinconico. Il quadro è famoso per le sue cromie vivaci e la raffigurazione del santo nelle vesti di un guerriero dal volto di straordinaria bellezza.
La chiesa ospita numerosi artisti del Settecento napoletano tra cui: Giacomo Del Po, Francesco Solimena e Paolo De Matteis.

Curiosità: l’altare fu creato in una bottega a Napoli e trasportato sull’isola con una scialuppa. Riuscì a raggiungere Anacapri dal porto di Marina Grande grazie ai 921 scalini della Scala Fenicia e la grande perseveranza di un piccolo mulo.

Il pavimento della Chiesa di San Michele ad Anacapri
È questa l’attrazione principale della Chiesa di San Michele: il pavimento maiolicato dipinto a mano dal maestro “riggiolaro” Leonardo Chiaiese, il disegno, invece, è da attribuirsi a Solimena. L’opera rappresenta la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre.

Quando supererai l’ingresso della chiesa si mostrerà ai tuoi occhi in tutto il suo fascino. Si schiuderà al tuo sguardo avvolto dalla luce intensa e soffice che trapela dalle finestre. Avrai la sensazione di vivere anche tu quel giorno, quell’istante in cui in cui la storia dell’uomo è finita e iniziata al tempo stesso.

Cosa vedrai? Adamo ed Eva che vengono esiliati dall’Eden dalla furia di Dio. Nell’esatto momento il serpente, simbolo della dannazione, stringe le sue spire intorno all’albero della Conoscenza. La coppia è circondata da piante e animali (leoni, elefanti, pellicani, coccodrilli, civette, aquile, cervi, pantere) anche leggendari tra cui un magnifico unicorno. Questa creatura mitologica incarna il Cristo e rappresenta l’amore che Dio prova per l’umanità.

Aspetta, non dirmelo. So cosa desideri: vedere dall’alto quest’opera d’arte unica nel suo genere. I tuoi occhi vorranno abbracciare ogni dettaglio del pavimento in ceramica. Puoi farlo. Come? Salendo la scala a chiocciola vicino all’entrata, una sorta di lasciapassare per il paradiso.

Ti condurrà nella stanza riservata all’organo, da lì avrai una visone completa dell’eden con i suoi protagonisti che sembreranno animarsi di vita propria. Ti sentirai come una divinità che osserva da una posizione privilegiata la terra.

Ricorda: la pavimentazione non può essere calpestata, dovrai ammirala camminando sulle passerelle laterali che la circondano.

La chiesa di San Michele viene conservata dalla Congrega dell’immacolata Concezione che si occupa dell’organizzazione delle funzioni liturgiche e della sua manutenzione.

https://t.me/turismocampania

SEGUICI ANCHE SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM

Resta sempre aggiornato su Turismo, Cultura, Eventi

About Vittorio Fascione

Responsabile commerciale, portale turistico www.consumionline.it Contatti:  Facebookhttps://www.facebook.com/vittorio.fascione Email: consumionline@outlook.it telefono: 345.4026568