L’anfiteatro a Capua e i suoi gladiatori

0
76
views

La costruzione dell’anfiteatro campano risale al I secolo a. C. quando Augusto conquistò la regione dopo la vittoria di Azio. In seguito venne restaurato dall’imperatore Adriano; Antonino Pio lo mostrò al pubblico nel 155 d. C.
Successivamente venne distrutto dai vandali di Genserico e dai Saraceni per poi essere ricostruito nei primi anni del 1900.

La particolarità di tale anfiteatro, tutto campani, è la sua grandezza, seconda solo al Colosseo.
L’edificio sorge nell’antica parte di Capua, oggi nota come Santa Maria Capua Vetere per differenziarla da Capua (Nova) a cui in origine era unita perché frazione dello stesso comune.
L’anfiteatro era composto da 4 piani di ordine tuscanico (ima, media e summa cavea, attico) a seconda se si apparteneva al popolino a cui era destinato il posto in alto, al ceto patrizio nella zona centrale, oppure alla classe politica verso il basso. Le arcate dei primi due piani erano ornate da 240 busti di Giove, Giunone, Mitra ed altre divinità, tutte le gradinate della cavea erano in marmo. Da ogni parte dell’odierna Italia si accorreva per ammirare le gesta dei gladiatori che combattevano nell’arena.
I capuani potevano accedere ai piani superiori ed inferiori dell’anfiteatro attraverso una serie di scale esterne o interne che confluivano in gallerie comunicanti tra loro e costruite secondo l’opus latericium. Gli spettacoli erano così organizzati: l’arena si riempiva di sabbia per consentire i combattimenti, i corridoi sotterranei nascondevano i macchinari scenici e le belve feroci tra cui erano molto richiesti gli orsi.
I gladiatori si suddividevano in retiarius (rete e tridente), secutor (elmo e spada corta), trace ( grifone sull’elmo e spada ricurva), venator (uccisore delle belve).
Annesso all’anfiteatro troviamo il Museo dei gladiatori dove sono esposti alcuni elmi e armi tipiche dell’epoca, busti marmorei, scene di centauromachia e una ricostruzione dei vomitoria (accessi agli spalti). Tra le varie attrazioni, il museo offre la possibilità di attivare tramite un pulsante una rappresentazione di manichini vestiti da gladiatori in lotta tra loro, l’idea è spiazzante e realistica. Si conclude questo percorso con il ricordo di uno schiavo ribelle che fece della libertà il suo unico scopo di vita: Spartaco capeggiò una delle più sanguinose rivolte contro Roma, partendo proprio dalla città di Capua dove sorgeva la scuola dei gladiatori.

https://t.me/turismocampania

SEGUICI ANCHE SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM

Resta sempre aggiornato su Turismo, Cultura, Eventi