Le janàre di San Lupo

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Lungo la strada che collega la piccola cittadina di ottocento abitanti con il limitrofo comune di Guardia Sanframondi, un ruscello, una rupe e un ponte rappresentano da sempre l’ambientazione di una nota leggenda ricordata da tutti gli abitanti del posto.

Tanto tempo, fa un marito ed una moglie adottarono una bambina nata dall’unione amorosa tra un diavolo e una strega. Divenuta una ragazzina, ella faceva la pastorella nel bosco. Un giorno, durante uno dei suoi bagni nell’acqua fresca di un ruscello, attirò l’attenzione di un nobiluomo che arrivava da Limata (antica città del posto oggi scomparsa). L’infinita bellezza della ragazza infatuò l’uomo che la desiderava con ardore. Ma lei, che non ricambiava la stessa passione, lo rifiutò con forza. Una rabbia incontenibile si scatenò nell’animo del nobile che, per vendicarsi, andò raccontando nel paese di aver visto quella ragazza praticare arti magiche e azioni peccaminose col diavolo.

La gente s’impressionò, si spaventò e infine, venne presa una terribile decisione: affogare la giovane donna nell’acqua mentre pascolava vicino al torrente. Così accadde e mentre il corpo morto della donna veniva gettato nel ruscello, si formò un vortice che risucchiò velocemente la povera pastorella giù in profondità.

Da quel giorno, tutti quanti iniziarono a raccontare che ogni tanto il fantasma della ragazza compariva sopra la roccia del ponte e poi si dissolveva. Un nipote di quel nobile di Limata, sentì questa storia e volle accertarsi e scoprire la verità. Il giovane si nascose dietro un masso e dinanzi i suoi occhi comparve quel fiore di bellezza. S’innamorò subito e mentre cercava di toccare la ragazza, cadde nel fiume e non fu più trovato.

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