Montesarchio (Bn)

Montesarchio (Bn)

L’attuale centro sorge sul luogo della sannita Caudium: lo attestano i resti della necropoli nella vicina Masseria Foglia e i numerosi reperti di un edificio termale (vasi, gioielli, ambra, suppellettili) che consentono di tracciarne sviluppo e decadenza, e che datano a partire dall’VIII sec. a. C. La massima floridezza del preesistente abitato seguì alla conquista Sannita nel V sec. a.C. mentre con la conquista Romana si ebbe la decadenza. Le notizie su Caudium datano l’avvento dei Longobardi (571 o 572), quando la popolazione dovette spostarsi sul vicino colle, mentre quelle del nuovo abitato risalgono al 1073. Il nuovo centro aveva una propria consistenza nel Castello (dove s‘era difeso dai Normanni il beneventano Pandolfo) e un Borgo (detto nel XIII sec. “In latere vetere”, oggi “Latovetere”) disposto sul lato nord del colle. Il paese era chiamato “Mons Sarculum”, con toponimo derivato forse da “Mons Arcis “ (monte fortificato), ma, secondo studi recenti posto in relazione al termine “sarculum” da intendersi come “selva”. Montesarchio conservò, anche durante la decadenza seguita alla conquista romana, notevole interesse strategico, espandendosi poi lungo il fianco meridionale e si ampliò fino al XVI sec. circa. Dal demanio regio passò in mani feudali: in epoca sveva ai D’Aquino; in quella angioina ai Lagonessa; nel 1480 Carlo Carafa e nel 1528 ad Alfonso d’Avalos, la cui famiglia tenne Montesarchio fino al 1806. In seguito, nei suoi pressi si sviluppò un borgo, che si sviluppò a partire dal XVII secolo fino a divenire una città e un centro commerciale con fiere e mercati che si svolgevano dove si trova l’attuale Piazza Umberto I.

Numerosi sono i riferimenti artistici e architettonici di Montesarchio, a cominciare dall’Abbazia di S. Nicola (inizi del ‘600) alla sommità del Borgo Latovetere, che conserva numerose e importanti opere d’arte. Seguono il Convento e la chiesa di S. Maria delle Grazie (del 1480), la chiesa di S. Maria della Purità (seconda metà del XVII sec.) e la chiesa dell’Annunziata edifici religiosi che custodiscono notevoli testimonianze d’arte e di storia. Si ritiene che la Torre sia una costruzione preromana, che si presenta oggi con due cilindri concentrici collegati ad altri due corpi di fabbrica, e che fu famosa prigione dei Borbone dei patrioti Poerio, Nisco, Pironti, Pica, Mollica e Castromediano.
La chiesa della SS. Trinità si trova nella zona di Latonuovo e si inserisce come elemento fondamentale di sviluppo dell’abitato nella prima metà del XVII sec., con fronte esterno classico e un artistico timpano. La chiesa di S. Francesco sorge ai piedi del Borgo Antico, con tratti architettonici del ‘700 e preziosi altari all’interno. Il Castello (VIII secolo) sorge nella parte alta di Montesarchio ed è in corso di restauro per l’allestimento del futuro Museo Caudino. Da segnalare, infine, la Villa Comunale, la Piazza Umberto e il Convento delle Clarisse. Beni di interesse artistico-storico vincolati sono il Borgo Medievale (XII sec.), i Palazzi D’Ambrosio, Bianculli, Foglia e Bassano (con annessa Cappella), tutti del XVII sec. Le visite consigliate sono quelle alle chiese di S. Maria della Purità e della SS. Trinità (XVII sec.), alle chiese di S. Michele, Assunta e S. Michele Arcangelo ed inoltre all’Acquedotto Romano in località Cirignano.

Il folklore di Montesarchio, compendio di tradizioni e patrimonio del sapere e della civiltà di un popolo, si manifesta in numerose occasioni, come il Presepe nella chiesa di S. Francesco e il Presepe Vivente in Piazza Umberto I, e la Via Crucis nella Settimana Santa (quando è tradizione preparare menù originali e tipici). Per la ricorrenza dell’Ascensione è credenza popolare bagnarsi il viso con acqua nella quale, la sera precedente, sono stati immersi petali di rose e mangiare riso cotto in latte aromatizzato. Nel giorno del Corpus Domini vengono allestiti nelle strade “altari” raffiguranti scene sacre.

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