Zungoli (Av)

Zungoli (Av)

Secondo Flavio Biondi il nome deriva da Castrum Curuli, un capitano normanno di nome Curulo (da cui Giungolo o Juncolo) che edificò la rocca in funzione anti-bizantina. Secondo altri, Rohlfs G., Barra G.- Giovanniello V., Forgione S. e Caruso V., il toponimo si richiama al cognome Zùngolo di origine greco-bizantino diffuso in Lucania, sia che derivi da Kurulos (piccolo signore).

Zungoli, caratteristico Borgo medievale in prov. di Avellino ai confini con la Puglia. Il paese o “terra” sicuramente già esisteva al tempo dei Romani come testimoniano monete, lapidi ed altri oggetti antichi rinvenuti. Terra di confine ma strategicamente collegata dalle strade romane Appia e Traiana, unite dall’Erculea e dall’Herdonetana. Strade che insieme al tratturo pescasseroli-candela- ebbero un ruolo importante nello sviluppo socio-economico di Zungoli.
Le origini stesse del paese sono legate proprio a queste grandi arterie che hanno favorito i primi insediamenti umani.
Le origini del paese sono sicuramente precedenti alle invasioni dei Saraceni 829-983, poiché risulta che questo paese era tassato a contribuire con 30 uomini e 12 soldati per la custodia del castello di Crepacuore. (archivio della Zecca di NA a. 1269, pag. 118.)
La formazione vera e propria del paese si è avuta intorno all’anno 1000 con la concentrazione della popolazione sparsa delle campagne in un centro abitato difeso da mura e castello, attorno alla piazza municipio, sede di due chiese, S. Nicola e S. Maria della Neve.
I Normanni trasformarono la preesistente Torre bizantina in Rocca che ancora oggi si ammira nella parte più alta dell’abitato, chiusa da mura di cui sono ancora visibili alcune tracce e collegate da 4 porte corrispondenti ai 4 punti cardinali.

Le strade seguono l’andamento morfologico del territorio e si presentano pertanto irregolari, strette, tortuose, con acciottolato e interminabili gradinate, secondo una tipologia di sviluppo avvolgente.
Costruito in pietra locale, il borgo si caratterizza per l’impianto urbanistico tipicamente medioevale e per le grotte risalenti al periodo romano scavate nel sottosuolo arenario.
Lo stile Normanno di questa struttura fortificata con quattro torri angolari, simile ad altre 12 la cui maggior parte si trovano in provincia di Avellino, è confermata dal fatto che i castelli Longobardi avevano più torri piccole e grandi e racchiudevano uno spazio interno molto articolato e irregolare.
Dopo i Normanni il paese fu sotto la dominazione Sveva con Adoasio, Signore di Zungoli. Nel 1244 Federico II era a Zungoli. Con Federico II di Svevia nel 1232 fu imposto ai Comuni il termine “Universitas” per indicare l’istituzione comunale retta dal Sindaco e da alcuni Eletti.
Con la vittoria di Carlo d’Angiò su Manfredi (battaglia di Benevento, 1266) iniziò la dominazione Angioina, 1266-1442 con Riccardo Montefuscolo. Durante la dominazione Angioina, per buona parte del XIV sec. i paesi della baronia , compreso Zungoli , subirono devastazioni e saccheggi ad opera di briganti .Dal 1442 al 1500 Zungoli fu sotto la dominazione Aragonese con Alfonso d’Aragona che favorì una grande immigrazione.
Il paese subì in questo periodo un terribile terremoto (1456) che provocò il crollo della torre nord del castello e gravi danni alla chiesa di S. Cataldo, Grancia di Montevergine che le cui fondazioni sono ancora visibili nella parte inferiore del Convento Francescano costruito successivamente.
Dal 1513 Zungoli passò sotto la dominazione dei Loffredo, Signori di Trevico e di Zungoli, fino alla soppressione della feudalità. Nel 1618 fu governatore di Zungoli lo scrittore e poeta Giambattista Basile, autore delle bellissime fiabe “Lo Cunto de li Cunti”.

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